Skip to main content

Londra come osservatorio per il Neuro-Training: cambiamento post-Covid, Brexit e nuovi linguaggi


17 Dicembre 2022
|
Londra come osservatorio per il Neuro-Training: cambiamento post-Covid, Brexit e nuovi linguaggi

.

🌍 In questi ultimi mesi sono riuscito a mettere in atto la decisione che avevo già preso a inizio anno. Il contesto nazionale ed internazionale del Neuro-Training, e quello mio personale, in questi anni sono cambiati radicalmente.

📍 La data chiave è stata il 9 Febbraio di quest’anno, il giorno in cui è morto Andrew Verity, il padre di questa disciplina, ed è lo stesso giorno in cui ho deciso, poche ore prima di sapere della sua scomparsa, di fare un cambiamento importante trasferendomi da Bologna a Cagliari, con anche l’idea forte di riuscire così a venire regolarmente a Londra.

🔍 In questa scelta ha giocato, più di qualsiasi altra cosa, la consapevolezza che nel nostro lavoro come Neuro-Trainer, per chi lavora sulla capacità di adattamento e di decisione nelle situazioni complesse, poter osservare il cambiamento in anticipo fornisce un vantaggio competitivo enorme.

🧭 Questo vale ancora di più in un’attività di consulenza personale, di accompagnamento o di formazione. Non basta conoscere concetti, tecniche o modelli. Serve una qualità di osservazione fine: la capacità di leggere il contesto, di cogliere i segnali prima che diventino evidenti, di percepire in anticipo quali concetti e trend stanno prendendo piede nell’ambiente che ci circonda.

🏙️ In questo senso, Londra rappresenta per me un osservatorio prezioso e fondamentale. Non perché sia “migliore” in assoluto, ma perché rende più visibili i processi che poi arrivano, con tempi e forme diverse, anche in Italia. Per me Londra rappresenta, da quando ci ho messo piede la prima volta nel 2018, una possibilità di osservazione professionale continua.

Londra dopo il Covid

🔄 A fine 2022, Londra, come l’Italia, trasmette con chiarezza una sensazione particolare: l’emergenza sanitaria è finita, prima che da noi, ma la transizione no. La città è tornata pienamente attiva, tuttavia ciò che osservo nelle parole e nei gesti delle persone, dice che averla vissuta in un luogo così grande, porta oggi a senso di liberazione, ma anche alla consapevolezza che niente tornerà completamente come prima. E mi conferma che la resilienza è diventata ancora di più un valore fondamentale.

🧠 In Italia, nel mio lavoro, vedo che sono cambiati i ritmi, le aspettative, le soglie di tolleranza, la relazione tra presenza, lavoro, tempo e fatica. C’è stato un cambiamento sottile ma potente nel modo in cui le persone funzionano. Molti professionisti sono in difficoltà perché il livello di adattamento che il nuovo contesto richiede prima di tutto di comprendere cosa è cambiato, e dopo di declinare i valori trasformandoli in scelte. Prima era tutto molto più semplice, automatico. Su questo potrei parlare a lungo.

⚖️ Questo punto è centrale. Nel lavoro con le persone, e ancora di più nella formazione di chi un domani vorrà lavorare con le persone, bisogna separare comprensione e adattamento. Si può e si deve prima comprendere il cambiamento in atto, ma senza pre-giudicarlo attraverso i propri bias, per poi capire come declinare i propri valori nel nuovo contesto, e per poterlo fare si deve avere la Struttura necessaria per reggerlo bene sul piano fisico, emotivo e mentale.

📌 È uno dei motivi per cui un luogo veloce come Londra è utile: rende più visibile il fatto che oggi il problema è cognitivo e strutturale insieme. Non riguarda solo le idee, ma la capacità concreta di reggere pressione, velocità, ambiguità, ridefinizione dei ruoli e spostamento continuo degli obiettivi, perché se il contesto cambia, cambiano necessariamente anche gli obiettivi.

📍E’ fondamentale la creazione di una nuova capacità euristica, la capacità di stare in un flusso, di mantenere la propria identità restando flessibili, di ridefinire costantemente quali sono i principi di efficacia. Forse in questo avrà un ruolo quella Intelligenza Artificiale di cui ho iniziato a sentir parlare questa estate.

Brexit non ha spento Londra: ha reso più visibili attriti, selezione e qualità delle connessioni

🇬🇧 La Brexit fa parte di questo quadro. Guardando oggi Londra sotto questo aspetto, avverto frizione, l’aria è quella di una festa che è finita. Rispetto al 2018 percepisco più rigidità nel modo in cui si costruiscono le connessioni. Da molte parti si critica il Sindaco, Sadiq Khan. Ma penso che sia difficile mantenere gli standard, governando una realtà così complessa, quando le decisioni che passano sopra la tua testa tolgono risorse e possibilità.

🔍 Per esperienza, so che quando un contesto economico e sociale perde una parte della sua fluidità, emergono i meccanismi e le interdipendenze, e di conseguenza vengono condizionate le relazioni. Anche questo, per chi vuole avvicinarsi a un lavoro di consulenza personale o evolutiva, dovunque lo svolga, costituisce una esperienza ed è una sensibilità importante.

🧩 In un contesto più complesso bisogna saper leggere, scegliere, e connettersi meglio. Il Covid ci ha insegnato quanto possiamo diventare interdipendenti nelle situazioni difficili. Questo vale per le città, per i sistemi professionali e ancor più per le persone che ne fanno parte. Quando la realtà si fa più esigente, la resilienza e la qualità delle relazioni diventano fondamentali.

🌐 Oggi per me osservare Londra significa osservare un ambiente che mostra con chiarezza che quando il contesto si trasforma, emerge il valore di chi ha identità, forma e struttura proprie, di chi si adatta, evolve e cresce, e che si indebolisce chi vive di automatismi non consapevoli. E questa è la struttura stessa della vita.

Il confronto in ambiente professionale come strumento di lettura

🤝 Una parte importante di questa esperienza è il confronto diretto con professionisti italiani che vivono e lavorano a Londra. Sto già costruendo relazioni con persone che operano in ambiti diversi, e tra queste anche con giornalisti italiani che vi lavorano. Per me questo ha il valore non solo di raccogliere informazioni, ma di raffinare la lettura che ho del presente.

📰 Chi vive Londra e allo stesso tempo mantiene uno sguardo italiano, ho la sensazione che percepisca con particolare chiarezza differenze di linguaggio, di postura, di organizzazione mentale, di aspettative e possibilità professionali. E chi svolge una professione intellettuale, o in ambito aziendale, ha spesso il vantaggio ulteriore di vivere immerso in modo costante nei segnali, nelle tensioni emergenti, negli spostamenti del discorso pubblico e nei cambiamenti di sensibilità, culturale e decisionale.

👁️ Per questo, queste conversazioni per me sono parte di un lavoro di osservazione. Aiutano a distinguere ciò che è tendenza e ciò che è movimento di fondo. Aiutano a non vedere Londra in modo mitizzato e l’Italia in modo isolato. Aiutano a vedere le differenze e, soprattutto, a cogliere in anticipo ciò che può avere ricadute anche nel lavoro svolto qui.

📍 Per chi sta pensando di avvicinarsi a un percorso come quello del Neuro-Training, questo è un punto chiave. Lavorare con le persone non significa solo percepire il loro vissuto e applicare una metodologia. Significa connettere esperienza, osservazione e metodo, sviluppando una lettura tale da comprendere in che tipo di mondo le persone si orientano, scelgono e si adattano con successo.

Allenare adattamento, lucidità e capacità di scelta nei contesti che cambiano

🧠 Il percorso di ricerca del Neuro-Training riguarda il funzionamento umano, la lucidità, l’adattività e la capacità di risposta nei contesti complessi, e per questo i luoghi in cui la complessità si manifesta in modo particolarmente leggibile sono preziosi. Londra svolge questa funzione. Permette di osservare con maggiore anticipo alcuni spostamenti. Permette di confrontarmi con persone che vivono traiettorie professionali e culturali più esposte. E mi permette di riportare in Italia una diversa e migliore qualità di osservazione, consapevolezza e sguardo.

🎓 E questo ha un valore particolare anche per il College. Perché chi si avvicina oggi al Neuro-Training non acquisisce solo uno strumento. Sviluppa, e deve sviluppare, un livello più profondo di osservazione, di orientamento e di presenza. Soprattutto per se stesso.
Molti dei futuri Neuro-Trainer, probabilmente, non arriveranno da un percorso lineare. Possono più probabilmente essere professionisti che operano in diversi settori, persone che hanno già vissuto una esperienza di successo, e sono appassionati al lavoro nella consulenza, nella formazione, nella relazione, o nella gestione di responsabilità, focalizzandosi sulla  comprensione della realtà e scegliendo di passare a un livello più profondo, strutturale, umano ed essenziale.

🧭 Per chi ha questo tipo di orientamento, leggere il contesto è ancora più fondamentale che leggere la persona. Oggi accompagnare gli altri non significa soltanto aiutarli a stare meglio. Significa aiutarli a funzionare meglio in una realtà che cambia rapidamente e che richiede più adattività, più tenuta, più lucidità, e meno automatismi. Più stare nel presente che nel passato.

.

🔎 Se senti che il tuo percorso professionale potrebbe evolvere verso un lavoro più profondo con le persone, il primo passaggio è affinare lo sguardo. Comprendere meglio il contesto, e poi scegliere una disciplina. Diventare più lucido nel leggere ciò che sta cambiando fuori e dentro l’esperienza umana.

🌱 Il Neuro-Training College nasce da una domanda più seria sul funzionamento reale delle persone nei contesti che cambiano. Andrew Verity ci ha insegnato questo.

📌 Se senti affinità con questa prospettiva, continua a seguire i contenuti del College. Spesso un nuovo percorso, personale e professionale, comincia in modo diverso da come avevamo immaginato.

Se vuoi, iscriviti alla newsletter col modulo che trovi in fondo a questa pagina.
Per una prima sessione individuale introduttiva, visita il nuovo sito www.neuro-training.it e compila il form per ricevere una consulenza personale gratuita.



Fabrizio Leo
Direttore Neuro-Training College Italia
fabrizioleo.mailbox@gmail.com
tel. +39 333 4142598